Forbidden Colours
Se dovessi indicare un brano che non manca mai, è questo. Nasce come tema di Ryuichi Sakamoto per Furyo — Merry Christmas, Mr. Lawrence, 1983 — e diventa "Forbidden Colours" nella versione cantata da David Sylvian. Al pianoforte lo suono senza voce, e non perde niente.
Funziona in una sala per una ragione precisa: è fatto di poche note che tornano. Una figura breve che si ripete e ogni volta si sposta appena sotto, mentre l'armonia cambia colore intorno. Chi ascolta non deve seguire niente: la melodia arriva da sola, anche a chi sta parlando d'altro.
E poi ha una temperatura strana, che è la cosa che mi interessa di più. Non è un pezzo triste, ma non è nemmeno consolatorio. Sta in mezzo, sospeso — e quello spazio lo riempie chi ascolta, con quello che ha in testa quella sera.
Lo tengo per il momento in cui la sala si è finalmente seduta e le voci si abbassano da sole. Non serve annunciarlo. Dopo le prime quattro battute, quasi sempre qualcuno alza la testa.
